Pillola: due voci su ruling e regole

Ho ascoltato alcune puntate di ben due podcast. E già questa è una notizia straordinaria.

La coincidenza era ghiotta: sono usciti, a breve distanza, prima un lungo episodio di Voci della Fumeria e poi diversi episodi de La Locanda del Drago Rosso su un tema analogo, cioè le regole del gioco, la “regola zero” e i ruling.

Ecco perché ve li consiglio, e i miei commenti.

Ruling e regole secondo la Fumeria

Voci della Fumeria è il podcast associato alla Fumeria dei Pensieri Incompiuti, blog di Francisco “Dismaster FraNe” Pettigiani inserito nella corrente OSR, la “Rinascita della Vecchia Scuola”. E l’episodio 12 (del 9 agosto 2022) riprende sin dal titolo, Rulings, Not Rules (= decisioni, non regole), uno dei princìpi-cardine di quel movimento (ne abbiamo parlato tempo fa in un articolo intero, ricordate?).

Dura più di un’ora e venti minuti (è il principale problema che di norma mi tiene lontano dai podcast come mezzo), ed è strutturato come conversazione tra l’autore e altre due persone, Nellara Hilson e Luca Ambrogiani (quest’ultimo lo abbiamo già conosciuto in passato).

Cominciano dalla storia del principio rulings, not rules, e lo confrontano con il concetto di regola zero / regola d’oro (che poi ha tante definizioni diverse: loro ne scelgono una, argomentando). Quindi ne analizzano i presupposti sociali e il fattore umano.

La seconda parte, più corposa, è dedicata all’utilizzo pratico di quel principio: quindi, le caratteristiche di un buon ruling e le tecniche per attuarlo. Viene sottolineata la distinzione tra regolamenti “scarsi” (leggeri, con poche regole, ma fatti per rimanere così) e regolamenti “aperti” (cioè, leggeri ma pensati per essere espansi proprio attraverso i ruling). Tra i vari argomenti: la fantascienza nell’OSR (e, in generale, il ruling in ambiti non familiari); le conseguenze nel tempo dei ruling e loro “mantenimento” come regole; il riutilizzo e l’estrapolazione di meccaniche preesistenti; regole che danno colore all’ambientazione; interpretazione moderna delle “abilità del ladro” (e simili) delle vecchie edizioni

Malgrado la lunghezza e la profondità dei contenuti il dialogo rimane leggero e simpatico. Nella parte centrale c’è una suggestione affascinante su come la maggior ricchezza di regole per il combattimento sia fatta, paradossalmente, per portare alla non centralità del combattimento, anziché il contrario; io non la vedo del tutto allo stesso modo, ma è interessante. E la meccanica casalinga che Ambrogiani racconta di aver usato per l’hacking informatico è geniale!

La prima parte del discorso tocca anche la questione dei “trucchi da dietro lo schermo” di cui abbiamo parlato nei primi due articoli della serie “cosa non fare” (e in un sondaggio). Inutile dire che la posizione di tutti gli ospiti mi trova pienamente d’accordo (in breve: sono una roba ben diversa dal ruling).

Regole e ruling secondo la Locanda

La Locanda del Drago Rosso è il famosissimo podcast di Andrea Lucca, che ho ospitato e vi ho presentato nel mio quinto speciale. A differenza della Fumeria si fonda su uno stile ben lontano dall’OSR, più orientato verso l’approccio a D&D più popolare oggi, cioè il gioco “spettacolare” e “cinematografico” (per così dire), anche se nella quarta stagione sta rivedendo molte sue posizioni. E, anziché in formato di dialogo, è in quello di monologo.

Gli episodi sono da 17 ÷ 20 minuti, compresa la sigla (molto bella… ma se ci fosse un pulsante per saltarla non mi lamenterei); mettendo insieme i 4 episodi che trattano l’argomento si arriva a una durata molto vicina a quella del dialogo della Fumeria.

L’episodio 19 della quarta stagione (uscito il 16 agosto 2022), col titolo Materiali di Gioco: Regole e Ruling, all’inizio mi ha un po’ spiazzato per la terminologia diversa da quella a cui ero abituato. Per Andrea, infatti, il ruling è il modo in cui le regole vengono applicate a una specifica situazione (e può coincidere o meno con le regole scritte). Invece, in tutte le altre fonti a me familiari (compresa la Fumeria), per ruling si intende la creazione di una nuova regola sullo stimolo della situazione (in pratica, una house rule inventata al volo). Ma pazienza: è solo una questione semantica.

Questo episodio è più un’introduzione che una trattazione vera e propria. Andrea accenna alle varie scuole di pensiero sulla flessibilità delle regole (citando anche, di sfuggita, la OSR), e a come questa cosa viene considerata nell’ambito del game design. Soprattutto, insiste sull’importanza di una conversazione aperta con il tavolo sul modo migliore di usare o cambiare le regole, cosa che crea consapevolezza e ci fa crescere: su questo concordo in pieno.

L’episodio 20 (del 23 agosto), dal titolo Dinamiche e Sovrastutture: la Rule of Cool, parla appunto della famigerata rule of cool: il fatto di ignorare o deformare le regole, in un momento specifico, per far succedere qualcosa che riteniamo particolarmente “fico” o interessante. Più che una regola è una dinamica sociale, che discende (non a caso) dal mondo dell’intrattenimento frontale (libri, film etc.).

È uno strumento, dice Andrea, che si può usare quando siamo in una fase di gioco particolarmente drammatica, coinvolgente, epica, e vogliamo mettere da parte le regole per goderci il momento. Più una cosa ci entusiasma e ci emoziona, più può mettere alla prova la sospensione dell’incredulità. Secondo me, però, il problema della rule of cool non è tanto la sospensione dell’incredulità quanto la sospensione del game, dell’elemento-gioco, in favore di un’attività che diventa puramente autoriale.

Andrea dice che in passato ha usato molto la rule of cool come master e l’ha apprezzata come giocatore, anche perché usava D&D “in modo improprio”. Ma la sta usando sempre meno negli anni: si è accorto che nel lungo termine tende a rendere l’esperienza di gioco più noiosa (sembra un paradosso ma è proprio così). Qualche esempio concreto forse avrebbe aiutato.

L’episodio 21 (del 30 agosto), dal titolo Dinamiche Sociali e Regole: Golden Rule \ Regola Zero, secondo me ha una debolezza: i termini regola zero, golden rule eccetera hanno molti significati diversi, e mentre in Voci della Fumeria i partecipanti si erano preoccupati di chiarire a quale si riferissero, qui vengono tutti un po’ mischiati insieme. Una distinzione chiara, a mio avviso, avrebbe aiutato la discussione, perché penso che i problemi non nascano da quanto si usi la rule zero (o come la vogliamo chiamare), ma piuttosto da come la si usi, per fare cosa. L’ho spiegato meglio in un commento sull’ottimo Reddit della Locanda (lo trovate in appendice – un giorno forse ne farò un articolo).

Infine l’episodio 22 (del 6 settembre), dal titolo Mettere Mano alle Regole, affronta direttamente la questione dell’apportare modifiche più o meno pesanti al regolamento. Nella prima parte Andrea invita a riflettere sui possibili motivi per farlo, e ne individua due: l’urgenza, cioè una modifica estemporanea dovuta al fatto che non ricordiamo, sul momento, la regola esatta, e la necessità autoriale, cioè il voler introdurre nel gioco situazioni o temi nuovi che necessitano di un supporto da parte del sistema.

In seguito, spiega qual è l’approccio che usa lui, personalmente, nel modificare le regole. Si parte dal leggere e capire bene la regola originaria. È importante anche mantenere un dialogo aperto, circa le regole, con le altre persone al tavolo. Anche cercare consigli online o informarsi su come giocano altri tavoli può essere utile. Infine, alcuni consigli pratici, tra cui: mantenere le cose semplici, togliere è meglio di aggiungere, mantenere la coerenza delle modifiche sul lungo termine (se funzionano bene), cercare di riciclare meccaniche preesistenti quando è possibile.


Per approfondire:

Ecco il commento che ho fatto su Reddit in merito all’episodio sulla Regola Zero. Lo trovate anche a questo link con la conversazione completa.

Anche Nerdcoledì ha trattato di recente questi temi in questo suo ottimo articolo, in cui rivaluta un po’ la temuta macchietta del rules lawyer, ricordandoci che il consenso sul funzionamento del gioco è un pilastro importante e le regole servono (tra l’altro) a tenerlo in piedi.

Pubblicità

Un pensiero riguardo “Pillola: due voci su ruling e regole

  1. Peccato non aver tempo di seguire i due podcast: credo di essere un po’ agli antipodi da entrambi ma ovviamente non avere la certezza, non avendoli ascoltati.

    Ciao 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.