Un quartetto conclusivo (digressione disordinata sulle razze, parte 6)

Nei precedenti episodi di questa mini-serie divenuta maxi-serie, dopo aver parlato della mia esperienza con le razze di D&D, vi ho presentato la mia personale visione di 6 di esse: dapprima elfi, nani e gnomi, quindi elfi oscuri, orchi e goblin.

Oggi chiudiamo il cerchio con le ultime 4, andando così a completare la lista delle 10 razze fondamentali presenti nei miei mondi.

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Un perfido trittico di razza (digressione disordinata sulle razze, parte 5)

Questa doveva essere una mini-serie invece mi sto dilungando. Anche perché sono pigro e questi articoli sono facili da scrivere. Un giorno forse accetterò il fatto che devo smettere di perdere i miei giorni con articoli articolati pieni di teoria, e dedicarmi solo a quelli banalotti che fanno anche più visualizzazioni, win-win. 😅

Insomma, bando alle lamentele e continuiamo questa carrellata sulle razze, vi va? Se nel precedente episodio vi ho parlato di elfi “chiari”, di nani e di gnomi, in questo non posso che rispondere con elfi oscuri, orchi e goblin. Per la vostra gioia.

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Un buon trittico di razza (digressione disordinata sulle razze, parte 4)

Ho aperto questa mini-serie (che ormai non è più tanto mini) in modo davvero strano, con una razza bizzarra e poco convenzionale, il kenku. Da lì ho fatto tutto un discorso (spero non troppo contorto) sullo scopo e il senso delle razze in D&D, e su quello che mi piace e quello che non mi piace di loro. Tutta roba soggettiva, sia chiaro: ma siamo nella sezione “digressioni” quindi è normale, non vi potete lamentare.

Che ne dite, adesso, di andare a vedere come utilizzo le razze, in pratica, nei miei giochi? Intendo le razze più comuni, quelle che conosciamo tutti. Ci vorranno diversi episodi. Eccovi il primo: oggi parliamo di elfi, nani e gnomi.

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Il collezionista di razze (digressione disordinata sulle razze, parte 3)

Uno dei principali pregi del D&D più recente (dalla terza edizione in su, Pathfinder compreso), a detta di molti, è l’enorme varietà di razze giocabili. Purtroppo si accompagna a quello che è uno dei peggiori difetti del D&D più recente, almeno secondo me: vale a dire l’enorme varietà di razze giocabili. In realtà, più che altro, la mancanza di qualsiasi linea guida su come usarle.

Nella scorsa puntata di questa mini-serie abbiamo parlato del concetto di razza in generale, dal punto di vista del giocatore e dal punto di vista del Diemme. Oggi vi racconterò la mia personale esperienza in materia.

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Appunto ferita

Novità! Ho avuto l’onore di pubblicare un articolo su nerdcoledi.it (vedi letture consigliate), nell’ambito di una piccola collaborazione che abbiamo combinato in vista del mio prossimo speciale.

Il tema è una questione dibattuta: i punti ferita in D&D, con i loro pregi e difetti. Verso la fine faccio anche un accenno alle mie house rules in materia.

Enjoy!


Edit: in seguito Nerdcoledì ha aggiunto anche il suo punto di vista sulla questione; lo trovate qui.

Scendete da quel drago! (digressione storico-stilistica)

CC BY-SA-4.0 2021 – vedi nota in fondo

Se vi dico drago, a cosa pensate?

A meno che non pensiate a Cerutti Gino, credo che avrete in mente un grosso e potente lucertolone, una creatura mitologica e mitica, dal forte valore simbolico. Ma in questa categoria assai generica ci sono moltissime variazioni.

Sia nel panorama dell’immaginario umano, sia nel fantasy moderno e in D&D nello specifico, ci sono vari modi per declinare il concetto di drago. Vediamone alcuni, insieme a dei consigli per ispirare il ruolo dei draghi nelle vostre campagne.

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Fondamenti di diagrammologia, parte 2: esempi

Come ho già detto nella prima parte, questi articoli sono molto crunch, molto tecnici, e in apparenza poco attinenti ai GdR, per questo li ho categorizzati come digressioni. In questa seconda parte, però, andrò più sul pratico rispetto alla prima, tornando piano piano anche a parlare di D&D. Se l’argomento vi interessa, vi invito a dare però una rapida rilettura alla parte precedente, per non rischiare di capire rischi per fiaschi.

Un avvertimento, che ho già dato in precedenza: dove è indispensabile (per non fare lunghi giri di parole) uso un gergo inventato. Inventato, chiaro? Trovate tutto spiegato nell’altro articolo, ma non ripetete queste cose così come sono a un esame o ad una riunione di lavoro!

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Che razza di discorsi (digressione disordinata sulle razze, parte 2)

Quando vi ho parlato della mia esperienza con i kenku per il Vecchio Carnevale Blogghereccio vi avevo anticipato che non sarebbe finita lì, e che avrei usato quello spunto per un discorso più ampio sulle razze in generale. Mantengo la promessa con questa seconda parte, e non sarà l’ultima.

Oggi vedremo la parte densa di teoria e paroloni. Che cos’è una razza in D&D? A cosa serve? Che cosa ci aspettiamo dalla scelta della razza per il nostro personaggio? La grande varietà di razze, tipica di molte edizioni di D&D e affini e in costante crescita, è utile?

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Fondamenti di diagrammologia, parte 1: teoria

Questo articolo non parla (direttamente) di D&D, quindi si classifica a pieno titolo come digressione. Ma è particolare. Le altre mie digressioni, in genere, sono dedicate agli aspetti sociali, psicologici e personali che ruotano intorno al gioco: insomma, sono digressioni perché sono poco tecniche (poco crunch, direbbe chi ama il gergo anglofono). Questa lo è per il motivo opposto: è molto, molto crunch, così crunch che potrebbe far male ai denti. Siete avvertiti.

Si parla di diagrammi / schemi, di come usarli e interpretarli: una cosa che, in effetti, torna spesso utile a noi Diemme, giusto? E per aiutare i vostri denti ve ne parlerò senza nessun gergo tecnico o specifico, ok? Dove serve, ne inventerò uno. Non ripetete queste cose ai vostri professori agli esami!

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