Un sondaggio sui “trucchi”

Siccome il mio articolo I dadi non mentono: e tu? ha fatto molto discutere (non che mi aspettassi diversamente), e anche sul buon gruppo Telegram “Segrete e Dragoni” c’è stato un dibattito vivace in materia, ho deciso di approfondire facendo un sondaggio.

Più passa il tempo, infatti, e più mi convinco che la vera linea di demarcazione, che caratterizza il nostro approccio al gioco, non sia tanto il fatto di usare o no certi “trucchi” (come il “barare” sui dadi), ma in quali situazioni si fa, con quale scopo si fa, e soprattutto se se ne parla oppure no.

Vi va di vedere i risultati?

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In linea di principio: aggiornamento

Mi hanno fatto notare che il mio elenco di princìpi per D&D era troppo prolisso, ed era vero. Nel tempo ho lavorato per limarlo e renderlo più asciutto. Il risultato sono 20 brevi princìpi del giocatore e 30 brevi princìpi del Diemme (più un “principio zero” per tutti). Ecco qua:

Come ho detto altre volte, le mie Tavole sono una semplice descrizione di come mi piace giocare e di come si gioca al mio tavolo. Non sono consigli né istruzioni, perché non è detto che vadano bene per altri tavoli. Non è necessario aderirvi per trarre beneficio dagli altri articoli del mio blog. Semplicemente, più vi aderite e più giochiamo in modo simile.

Un caso di studio estemporaneo (fai funzionare gli allineamenti, episodio bonus)

Una serie di coincidenze, che sarebbe troppo lungo elencare, ha portato una story Instagram del mio amico Nerdcoledì (vi ricordate di lui?) a diventare un sondaggio sul mio profilo, che ha riscosso un’adesione inaspettata. Il tema? Gli allineamenti.

Grazie a questa serie di articoli dovreste ormai conoscere la mia visione sul tema (altrimenti, potete recuperarla). Vediamo insieme i risultati del sondaggio: ci serviranno da esempio applicativo e da spunto di discussione… e forse ci forniranno anche uno scorcio (forse un po’ preoccupante? 😅) del panorama etico-morale della gioventù moderna.

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In linea di principio

È usanza di molti GdR moderni, specie di alcune specifiche correnti, avere un set scritto di princìpi-guida, sia per il master sia per i giocatori. Mi ha sempre lasciato perplesso, perché non fa parte della mia cultura di gioco, né della cultura di D&D.

Ma col passare del tempo, conoscendo giocatori e Diemme dalle provenienze più disparate, ho iniziato a ricredermi. Tante cose che ritenevo scontate evidentemente non lo sono. La grande diversità di approcci e modi di giocare che c’è in D&D è, secondo me, una ricchezza, ma rende difficile capirsi se non si impara a mettere in chiaro cosa si vuole (in effetti, penso da tempo che i manuali ufficiali di D&D abbiano una grave carenza sotto questo profilo).

Insomma, alla fine ho scritto le mie piccole “tavole della Legge”, come mi aveva vagamente consigliato anche il buon Gente di Ruolo nei commenti a un mio vecchio articolo. Sono i princìpi (personali) che io seguo quando gioco. Le trovate qui:

Traggono ispirazione da varie fonti, tra cui i principi di Cairn spiegati dall’ottimo Zeruhur e i game mastering commandments di The Angry GM, ma in definitiva sono roba mia e me ne assumo io solo la responsabilità. Devo molto anche ad alcune persone che sulla Locanda dei GDR mi hanno aiutato a mettere in discussione e a raffinare le prime stesure di questi punti. Non escludo di ritoccarli ancora, nel tempo.

Ah, ho letto anche molte altre fonti che invece mi hanno… diciamo, ispirato in negativo. E un giorno ve ne parlerò meglio 😅

Le “6 culture” del GdR: una traduzione

La settimana scorsa avevo in programma ben 5 sessioni di gioco (4 da master e 1 da giocatore), quindi mi perdonerete se oggi non ho un articolo originale. Ho comunque qualcosa di succoso per voi: vi linko una traduzione da The Retired Adventurer che ho curato personalmente per Dragons’ Lair.

https://www.dragonslair.it/index.html/articles/sei-culture-del-gioco-di-ruolo-r2311/

L’autore offre la sua visione di sei delle principali correnti culturali del mondo del GdR.

Sia chiaro che la sua posizione sul tema è tutt’altro che imparziale. Ci sono cose, in ciò che dice, che considero troppo sbrigative, altre invece con cui mi trovo d’accordo, e altre ancora che sono troppo ignorante per giudicare. Ma ho deciso di tradurlo perché mi ha colpito molto e mi ha dato la spinta ad approfondire. Magari succederà anche a voi.

Ci sono due cose, in particolare, che questa lettura mi ha chiarito e che ritengo importantissime. Ne riparliamo in futuro.

Il collezionista di razze (digressione disordinata sulle razze, parte 3)

Uno dei principali pregi del D&D più recente (dalla terza edizione in su, Pathfinder compreso), a detta di molti, è l’enorme varietà di razze giocabili. Purtroppo si accompagna a quello che è uno dei peggiori difetti del D&D più recente, almeno secondo me: vale a dire l’enorme varietà di razze giocabili. In realtà, più che altro, la mancanza di qualsiasi linea guida su come usarle.

Nella scorsa puntata di questa mini-serie abbiamo parlato del concetto di razza in generale, dal punto di vista del giocatore e dal punto di vista del Diemme. Oggi vi racconterò la mia personale esperienza in materia.

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Che razza di discorsi (digressione disordinata sulle razze, parte 2)

Quando vi ho parlato della mia esperienza con i kenku per il Vecchio Carnevale Blogghereccio vi avevo anticipato che non sarebbe finita lì, e che avrei usato quello spunto per un discorso più ampio sulle razze in generale. Mantengo la promessa con questa seconda parte, e non sarà l’ultima.

Oggi vedremo la parte densa di teoria e paroloni. Che cos’è una razza in D&D? A cosa serve? Che cosa ci aspettiamo dalla scelta della razza per il nostro personaggio? La grande varietà di razze, tipica di molte edizioni di D&D e affini e in costante crescita, è utile?

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Qualche cavillo legale (fai funzionare gli allineamenti, episodio 10)

I personaggi sono a bordo di una nave, su cui si sono pagati regolarmente il passaggio. Sospettano, però, che l’equipaggio stia tramando qualcosa. Così, con discrezione, agganciano un marinaio e gli offrono un bel gruzzolo per passare dalla loro parte. “Per quella cifra sono tutto vostro!” esclama il losco figuro, e senza remore racconta tutto il piano del capitano, d’accordo con la ciurma, per avvelenarli e derubarli. Inutile dire che i PG sono parecchio incavolati. Uno di loro si avvicina con un pugnale nascosto. “Grazie dell’aiuto, amico: ora non ci servi più” sibila, e lo accoltella a tradimento, per poi riprendersi il denaro.

Questa scenetta di ordinaria pirateria, avvenuta sul serio in una sessione di gioco che ho masterato poche settimane fa, capita a fagiolo per questa mia serie sugli allineamenti. Nello scorso episodio ho introdotto una proposta operativa per l’asse Legge-Caos, ma sono rimasti dei punti in sospeso. Andiamo a chiarirli. Vi avverto che sarà una cosa un po’ lunga, ma ci tenevo a concludere in questo episodio senza invadere anche i prossimi.

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Ma kenkus’è? (digressione disordinata sulle razze, parte 1)

Ha un tema davvero strano, il Vecchio Carnevale Blogghereccio del mese di Maggio: i kenku. Una razza di personaggio strana e curiosa, poco conosciuta.

Un tema davvero di nicchia, insomma, rispetto a quelli amplissimi dei mesi scorsi (che ci hanno portato a parlare di mare, religione e festività).

Non sapevo davvero cosa scrivere. In fondo ho avuto al mio tavolo un PG kenku solo una volta, e non è stato nemmeno un gran successo… oppure sì?

Ma cos’è davvero un kenku? E cos’è davvero una razza? Perché scegliamo una razza piuttosto che un’altra? E come facciamo a dire che una certa razza ha successo? Ecco, mi sono fregato da solo: quello che sembrava un tema di nicchia adesso è così lungo da doverlo dividere in puntate (ma tranquilli, amici del Carnevale: vi costringerò a incorporare solo la prima).

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Il Caotico, il Neutrale e il Legale (fai funzionare gli allineamenti, episodio 9)

Gioite, perché con questo articolo tutti i pezzi principali della mia proposta di funzionamento degli allineamenti andranno al loro posto!

Abbiamo parlato a lungo dell’argomento, in questa serie di articoli. Ho dato la mia proposta per l’asse Bene-Male nell’episodio 7: Il Buono, il Neutrale e il Malvagio. Nello scorso episodio ho parlato dei principali approcci utilizzati per l’asse Legge-Caos, e di come essi non mi soddisfino. Bene, oggi vedremo la mia proposta per quell’asse così dibattuto.

Ma non temete, la serie sugli allineamenti non finirà qui: la prossima volta dovremo chiarire alcuni dettagli, che sono importanti ma qui non avevano spazio. E poi, date le definizioni, vedremo insieme le loro applicazioni: lì sì che ci sarà da divertirsi!

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