La biblioteca stregata: uno scenario attivo

Il tema di novembre del Vecchio Carnevale Blogghereccio sono le biblioteche, il che è perfetto per sperimentare la nuova, fantastica meccanica di gioco che vi ho proposto, quella dello scenario attivo.

Dal cupo e tenebroso labirinto de Il nome della rosa a esempi più pop come Pagemaster e Ghostbusters, la biblioteca è stata spesso rappresentata come un luogo ricco di pericoli, misteri e sfide, tutto il contrario di quello che dovrebbe essere, cioè un posto pacifico e silenzioso in cui leggere o studiare.

Questa visione è l’ideale per giochi di avventura come D&D. Come realizzarla? Beh, potremmo fare una normale mappa di dungeon con le varie stanze: è senz’altro la prima scelta per dare allo scenario la giusta profondità. Ma se abbiamo fretta e/o voglia di qualcosa di nuovo… ecco a voi una biblioteca infestata, un unico, gigantesco essere che combatte contro i PG.

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Se la montagna vuole ucciderti (scenario attivo, parte 2)

Nella prima parte di questa mini-serie abbiamo introdotto lo scenario attivo: una nuova, piccola meccanica con cui ho provato a rivoluzionare gli ostacoli ambientali in D&D e affini. Abbiamo visto il concetto e alcuni punteggi fondamentali.

Proseguiamo con la parte forse più importante: le azioni e reazioni a disposizione del nostro scenario attivo. Inizieremo anche a vedere qualche esempio da un mio playtest… uno in cui, nello spiegare la cosa ai giocatori, ho detto che in pratica la montagna voleva ucciderli.

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Mostruoso, questo ambiente! (scenario attivo, parte 1)

Che differenza c’è tra una montagna e una banda di gnoll?

Sì, lo so che differenza c’è nel mondo di gioco: sono miope (anzi, si dice visiorifrangente! 😉 – questa la capisce solo chi ha Instagram) ma non fino a quel punto. E non sono impazzito.

Parlavo da un altro punto di vista: quello della meccanica, anzi, ancora meglio, del gameplay. È chiaro che anche in tal senso, in D&D, sono molto diversi. Ma se non lo fossero?

È un’idea bellissima con cui mi sono trastullato a lungo. Finalmente l’ho messa in pratica e playtestata. È con orgoglio che vado a presentarvi, in questa nuova serie, il metodo dello scenario attivo, o scenario-mostro!

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