Chi siamo? Dove andiamo? (motivazioni & obiettivi, episodio 6)

Molte avventure e campagne di D&D (la stragrande maggioranza, secondo me) ruotano intorno a un obiettivo (o più d’uno). Raggiungibile, spero bene, in un’infinità di modi diversi. E non per forza scelto dal Diemme.

Nell’episodio 4 di questa serie vi ho mostrato, con gli esempi di Emma e Gustavo, come la scelta di esplicitare l’obiettivo anziché mantenerlo implicito porti a una gestione radicalmente diversa della giocata. E nell’episodio 5 ho criticato in profondità le debolezze del metodo implicito, che purtroppo mi pare sia il più usato.

Oggi vorrei chiudere il cerchio mostrandovi i pregi del metodo esplicito, in particolare uno che secondo me è il principale ma finora è rimasto nascosto in secondo piano.

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Praticamente villain (fronti e villain, episodio 5)

Siamo al quinto articolo di questa serie ed è giunta l’ora, finalmente, di passare dalla teoria alla pratica.

Diciamo che stiamo organizzando una nuova campagna, e i nostri giocatori si aspettano un villain. Non un banale “boss finale”: un nemico ricorrente, che faccia da asse portante, e che li incalzi attivamente; qualcuno a cui correre dietro e con cui imbastire una lunga contesa, con vittorie e sconfitte intermedie, giungendo solo progressivamente al confronto finale.

Come facciamo a gestirlo? Una difficoltà che mi riferiva, tra gli altri, il buon Luca Ambrogiani, e che potrebbe accomunare molti di noi Diemme che… beh, che non giochiamo a Vox Machina, è questo:

…ogni volta penso a questi pericoli come situazioni e non come eventi.

È così: siamo abituati (giustamente) a ragionare per situazioni. Questa forma mentis si adatta alla gestione di un villain? Secondo me sì, e proverò a dirvi come.

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Parlare fa bene (motivazioni & obiettivi, episodio 5)

Sasha sa cosa desidera da Andrea, per il suo massimo piacere. Ma dirlo ad alta voce… che imbarazzo! Romperebbe l’atmosfera! Perché sia tutto naturale bisogna invece che i gesti e le azioni parlino da soli. Tace e si affida ad Andrea, confidando che saprà intuire le cose migliori da fare.

Andrea non ne ha idea, ma chiedere apertamente… che vergogna! Sarebbe un’ammissione di inadeguatezza. E poi il mistero, la spontaneità, dove vanno a finire? Meglio agire, invece, e spiare la reazione di Sasha cercando di decifrarla. Se tutto va bene, per prove ed errori, arriverà a capire le mosse giuste.

Ma che avete capito? 🤭 Stiamo parlando di GdR! (Quelli da tavolo.)

Bentornati a questa serie su motivazioni e obiettivi (M&O). Nello scorso episodio vi ho fatto l’esempio di tre Diemme con tre approcci molto diversi. Oggi li commento per trarre delle conclusioni.

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Pillola: investigare nella Vecchia Scuola

La domanda “si può giocare un’investigazione in un gioco OSR?” è una stretta cugina, se non perfino un sottoinsieme, di quella che mi ero posto io un paio d’anni fa: “si può giocare un’investigazione in D&D e affini?” (ne era scaturita una delle mie serie più interessanti e dibattute).

È uscita di recente, sul blog di Dismaster FraNe, la traduzione italiana di un bell’articolo che non conoscevo, di Captain Caveman (Cyborgs and Sorcerers), che temporalmente ha preceduto di alcuni mesi la mia serie e che, nel rispondere alla prima domanda, adotta un approccio molto simile a quello che ho usato io per rispondere alla seconda.

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I cattivi arrivano in orario (fronti e villain, episodio 4)

Ci sono meccaniche o procedure che nascono (o meglio: sono formalizzate) in un gioco specifico ma hanno un tale successo da diffondersi in tutto il mondo del GdR, con variazioni e reinterpretazioni. È il caso dei Fronti, che abbiamo visto in uno degli episodi precedenti.

Un altro esempio sono gli Orologi, di cui vi parlerò oggi: scopo, funzionamento, pregi… e anche difetti, o meglio, carenze per le necessità specifiche di questa serie.

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Siam tre piccoli Diemmìn (motivazioni & obiettivi, episodio 4)

Nello scorso episodio di questa serie abbiamo parlato dei diversi modi di impostare un obiettivo, accennando anche alle due modalità di comunicazione in materia (quella implicita e quella esplicita). Ma era tutta teoria. Oggi la voglio chiarire con degli esempi pratici… con l’aiuto di Ugo, Emma e Gustavo.

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Nessuno grande

Eccoci tornati anche al Vecchio Carnevale Blogghereccio. In questo mese di Settembre il tema proposto è caldissimo (e decisamente attuale; d’altronde, quando mai non lo è stato?). Quel tema è la guerra, ospitato nientemeno che da The Kernel in Yellow (vi ricordate di lui?), “padre fondatore” del Carnevale.

Chi di noi non ha mai avuto la tentazione di includere, in una sua campagna di D&D, una bella battaglia campale? D’altronde sono un grande classico dell’immaginario fantasy (Signore degli Anelli in testa). E in un GdR, come il nostro, che dà ampio spazio al combattimento non dovrebbe essere difficile inserirle, giusto? Eppure, può far comodo qualche consiglio.

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Ancora treni, ancora sabbia (motivazioni & obiettivi, episodio 3)

Oggi in tre ore di gioco non abbiamo tirato un dado. Non trovavamo nemmeno la quest. Alla fine ci siamo messi a vendere roba contraffatta al padrone di un locale.

Parole di un utente del vivacissimo gruppo Telegram Segrete & Dragoni. In realtà non era insoddisfatto della sessione: ci rideva su, si era divertito. Eppure quella frase mi ha fatto l’effetto di ritrovare un vecchio amico, o meglio, avversario. Per chi segue il mio blog da un po’, forse, sarà lo stesso.

Bentornati a questa serie su motivazioni e obiettivi (M&O) dei PG nel nostro D&D. Oggi riparliamo, da una nuova angolazione, di un argomento che ho già trattato in un’altra serie… e in diverse Q&A. Come si scelgono gli obiettivi?

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Un piano quasi perfetto (fronti e villain, episodio 3)

I villain hanno un piano: se c’è una cosa che li accomuna praticamente tutti, è proprio questa. Un progetto oscuro, grandioso, spaventoso, che gli eroici protagonisti cercano in ogni modo di fermare… riuscendoci, in genere, per un soffio. Un piano quasi perfetto, quindi.

Come si può declinare questa cosa in D&D? Scopriamolo in questa nuova puntata della mia serie sui villain.

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Obiezione, vostro Diemme! (motivazioni & obiettivi, episodio 2)

Bentornati a questa nuova serie un po’ atipica, su un particolare aspetto degli stili di gioco di D&D e affini.

Nel primo episodio abbiamo introdotto il concetto di motivazioni e obiettivi (nel seguito, M&O). Oggi faremo una rassegna, veloce ma (spero) significativa, dei vari punti che andrò poi ad approfondire negli episodi successivi. È un discorso ampio, ma non temete: alla fine di questa serie riuscirete a raccapezzarvi!

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