Arte a caso: mappa 2019

Un giorno vi racconterò la one shot (piuttosto simpatica) che stava dietro a questa mappa. Intanto, gustatevela.

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Incontri alla griglia

Ci sono cose di cui non ho mai parlato sul blog perché credevo che non servisse: sono già ben trattate in giro per la rete, e io di solito parlo quando sento di poter dare un valore aggiunto. Senza contare che preferisco stare alla larga dalle polemiche più diffuse, se posso.

Ma c’è un argomento che, per quanto mi sforzi di dribblarlo, continua a inseguirmi: l’annosa questione “griglia di battaglia o teatro della mente?”. È incredibile (in-cre-di-bi-le) la pervicacia con cui questo dibattito continua a saltar fuori e a infiammare le discussioni; soprattutto perché è uno di quei dibattiti che non hanno proprio senso di esistere.

Ok, tema-del-giorno, l’hai voluto tu: ti dedicherò un bell’articolo. Su come giocare, ma soprattutto su come (non) dibattere. Mettetevi comodi.

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La foresta è rimasta di sasso: un dungeon in esterni

In questo mese di Giugno, il Vecchio Carnevale Blogghereccio ha per tema le foreste. Un tema bellissimo, davvero affascinante: sin dai tempi dell’epica cavalleresca, se non addirittura precedenti, la selva è il luogo per eccellenza del mistero, dell’avventura, della magia. Chi (come me) ama camminare nei boschi conosce la sensazione unica che si prova. Tra l’altro, per me non c’è niente di meglio di una passeggiata nel bosco per farmi venire nuove idee e ispirazioni per le mie campagne di D&D.

Ma c’è un problema: non ho tempo. È un periodo un po’ travagliato e non ho tempo di scrivere il bell’articolo che vorrei, teorico, generale, sul significato e ruolo della foresta in una campagna, e i vari modi di declinarlo.

Così mi sono ricordato di un’avventura che avevo scritto tempo fa insieme alla mia preziosa co-Diemme dell’epoca (che ringrazio, perché ha avuto lei quasi tutte le idee). Aveva una particolarità: conteneva un dungeon (perché all’atto pratico lo era) ma all’aperto, appunto in una foresta. Una foresta che qualcuno, qualcosa, stava tramutando in pietra.

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Un Melan al giorno… (crea il tuo dungeon, episodio bonus)

Nella sua bellissima serie “Jaquaying the DungeonThe Alexandrian (vedi letture consigliate) usa un simpatico grafico che chiama Melan diagram, diagramma di Melan. Dovrebbe rappresentare la complessità e non-linearità di un dungeon. Lo fa risalire a questo post dell’utente Melan su ENWorld. Ora, io quel post lo avevo letto ma ci avevo capito veramente poco. Così, pur apprezzando il contenuto di quella serie di The Alexandrian, ero sempre rimasto un po’ perplesso davanti alle figure, senza comprenderle a fondo.

Per fortuna, pochi mesi fa, è uscita questa appendice in cui The Alexandrian spiega come caspita funziona quel diagramma. Finalmente! È stata anche prontamente tradotta in italiano su Dragons’ Lair, come il resto della serie.

La tentazione di divertirmi ad applicare il Melan diagram ai miei dungeon era troppo forte. Vi va di vedere il risultato?

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Un esempio poco pratico, fine (crea la tua ambientazione, episodio 9)

Bene, come conclusione di questa serie sulle ambientazioni è tempo di completare (con tanto di mappe) il nostro esempio di ambientazione progettata “dall’alto”, quello che abbiamo cominciato nell’episodio 8.

Come si conviene a questo metodo (che, lo ripeto, non è quello da me raccomandato per le tipiche campagne di D&D) definiremo mappa e dettagli ad alto livello, poi scenderemo a definire mappa e dettagli di una singola nazione, quindi di una singola regione, quindi di una singola città (dovremmo farlo di tutte, ma l’articolo ha spazio limitato).

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Un esempio poco pratico, inizio (crea la tua ambientazione, episodio 8)

Nello scorso episodio di questa serie abbiamo parlato di come funziona la creazione di un’ambientazione personalizzatadall’alto” (metodo top-down). Quindi, è tempo di mettere in pratica queste indicazioni con un esempio concreto.

Come l’esempio precedente (che però era con metodo “dal basso”), anche questo sarà basato su una campagna fatta da me che ho giocato veramente: operazione verità al 100%. E conterrà una bellissima mappa.

Vi ricordo però che è il metodo “dal basso” quello che raccomando di più per le vostre ambientazioni, specialmente se siete principianti. Confrontando i due esempi, d’altronde, vedrete come questo metodo sia meno pratico dell’altro e si attagli solo a necessità particolari.

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Orientarsi nell’ambiente (crea la tua ambientazione, episodio bonus)

Questo post serve solo a raccogliere una serie di link sulla creazione di ambientazioni (oltre a quelli già in appendice ai vari articoli della serie). A scopo puramente informativo. L’elenco verrà aggiornato nel tempo, all’occorrenza.

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