Economia teinata

Vedendo che “il tè” è il tema con cui si apre il 2023 del Vecchio Carnevale Blogghereccio, mi sono spuntati subito in testa due pensieri.

Il primo è che quando ho festeggiato, da ragazzo, l’arrivo dell’anno 2000 mi era sembrato un clamoroso traguardo, e il 2023 mi pareva così lontano da essere praticamente fantascienza. Ora i nati nel 2000 stanno per laurearsi e io sono sempre più vecchio 😂. Considerazioni personali.

Grazie a Cleptomania Postale per questa versione aggiornata del logo (sfondo trasparente)

Il secondo pensiero è andato subito a un dibattito che di tanto in tanto ricorre, nei gruppi e sui forum: c’è il tè, nelle ambientazioni di D&D? Mi riferisco, ovviamente, alle classiche ambientazioni pseudo-medievali e pseudo-europee, con castelli e cavalieri. Dove il tè, a essere rigorosi, sarebbe anacronistico. Poi, certo, è fantasy e si può tutto.

Un mio commento veloce su questo tema, e poi vi presento il tè (anzi, i tè) di uno dei miei mondi.

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Q&A: in fondo al mar (domanda di Tommaso)

Una giocata interamente ambientata sott’acqua! Vi è mai capitato di pensarci?

Sulla carta sembra un’idea molto originale. Ma, all’atto pratico, ne siamo sicuri? Come possiamo far sì che la sua originalità “si senta” davvero, e non rimanga un semplice elemento di sfondo di una campagna che alla fine sembra come tutte le altre?

Questo bel quesito, sorto nel gruppo Telegram Segrete e Dragoni, ci permette di parlare un po’ di ambientazione e regole, e di come “sposare” tra loro elementi tematici e meccanici perché si supportino a vicenda.

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Vacanze a Kichiputl

Com’è il clima, da voi? Fa freddo? Ancora non molto, suppongo. Ma il Vecchio Carnevale Blogghereccio si porta avanti: il tema di ottobre è infatti l’inverno. Per una volta, non posso dire che sia un tema caldo! 😁

Nel fantasy (come nel folklore) l’inverno è spesso associato a concetti negativi: la morte, la tristezza, la malattia, la spietatezza. Al limite, se ci si ispira alla mitologia nordica, può richiamare l’idea di prodi eroi barbuti che si ergono nella tempesta, e di sfide mortali da affrontare per sopravvivere. È sinonimo di tempi duri, o almeno tempi da duri. Come non citare il motto “l’inverno sta arrivando” (della Casa Stark delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco)?

Beh, ho deciso di provare a ribaltare tutto ciò.

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La logica degli astri

Il Vecchio Carnevale Blogghereccio di Maggio (edit: eccezionalmente prolungato anche a Giugno), ospitato da Nerdcoledì, ha per tema l’astrologia.

Ho deciso di prenderlo come spunto di worldbuilding (creazione di ambientazione). Avevo già fatto qualcosa di analogo l’anno scorso per la religione, ricordate?

Stavolta però, per ragioni di tempo, userò un approccio meno strutturato: elenchi di idee sparse, poco più che spunti, con qualche accenno anche a possibili meccaniche di gioco. In fondo metterò anche diverse tabelline casuali per stabilire il funzionamento dell’astrologia in un vostro mondo, e per popolare il suo cielo: così farò contenti gli amanti della Vecchia Scuola.

Insomma, il tema è: come sarebbe un mondo fantasy in cui l’astrologia, anziché una superstizione, fosse una realtà concreta, pratica, oggettiva? Come già avviene per la magia, d’altronde.

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Le tre leggi del Grande Nulla

Comincia una nuova annata del Vecchio Carnevale Blogghereccio, e stavolta mi hanno messo in trappola: proprio dopo che mi sono giocato la rosa del deserto come articolo dello scorso mese, infatti, esce come tema proprio il deserto. E ora che faccio?

Ebbene, farò un bel regalo a tutti voi: pubblicherò l’ambientazione, il Grande Nulla, che faceva da sfondo allo scorso articolo. La trovate nella sezione dei download, distribuita in licenza gratuita.

In questo articolo ve ne darò un assaggio, nella sua parte secondo me più carina, esportabile facilmente in ogni scenario desertico.

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E il tuo mondo, parla Fantasysh?

In questo mese di Novembre il Vecchio Carnevale Blogghereccio ha un tema davvero stimolante: le lingue.

Fa subito venire voglia di fare cose strane e simpatiche: lingue speciali con effetti speciali o requisiti d’uso speciali… ah, no, l’hanno già fatto.

Farò un’altra cosa, invece: tornerò a parlare di ambientazioni. E di come le lingue siano uno degli strumenti più potenti, più immediati e più sottovalutati per caratterizzarle.

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Q&A: la moneta unica (domanda di Archer039 e di T3ox)

Sono state settimane turbolente e ho poco tempo, quindi lo sto riempiendo, perlopiù, con articoli semplici e frettolosi di corto respiro. Il bello è che hanno pure un certo seguito, fanno perfino più views di tanti articoli teorici e profondi. Win-win, direbbero gli anglofili.

Andiamo quindi con un grande classico: quanto valgono i soldi di D&D? Quanto vale una moneta d’oro, in euro? Parliamo un po’ di “economia” di D&D, prendendo spunto da varie domande in merito uscite, nel corso del tempo, sulla mitica chat Telegram DungeonsAndDragonsITA.

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Scendete da quel drago! (digressione storico-stilistica)

CC BY-SA-4.0 2021 – vedi nota in fondo

Se vi dico drago, a cosa pensate?

A meno che non pensiate a Cerutti Gino, credo che avrete in mente un grosso e potente lucertolone, una creatura mitologica e mitica, dal forte valore simbolico. Ma in questa categoria assai generica ci sono moltissime variazioni.

Sia nel panorama dell’immaginario umano, sia nel fantasy moderno e in D&D nello specifico, ci sono vari modi per declinare il concetto di drago. Vediamone alcuni, insieme a dei consigli per ispirare il ruolo dei draghi nelle vostre campagne.

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