Morto un PG, se ne fa un altro (cosa non fare, episodio 3)

Nessuna bella avventura è mai finita con l’eroe pugnalato a morte da un goblin qualunque. Non vuol dire che non devi permettere a un goblin di uccidere un PG (ai bassi livelli può avvenire, è normale): solo che quel goblin dovrebbe essere qualcuno di speciale: il capo della gang locale, il fedele servitore del mago che domina la zona…

Il discorso viene da uno dei tanti set di “consigli per il bravo Diemme” che ho trovato; l’ho tradotto liberamente dall’inglese (non vi metto il link: dico il peccato ma non il peccatore, a meno che non sia influente e famoso).

In questa serie, come sapete, mi diverto a criticare i consigli che trovo disfunzionali o fuorvianti. Eccone qualche altro, pescato in giro per la Rete:

Il master non deve far morire troppo alla leggera i PG.

Cercate di evitare una morte sciocca o legata alla sfiga.

Se i PG sbagliano qualcosa […] graziateli. Se si comportano in modo stupido […] allora non fatevi problemi.

Chiediti: i PG meritano di tirare le cuoia?

Come avrete intuito, l’argomento di oggi è la morte dei personaggi giocanti. L’articolo è lungo, ma tanto avrete tutte le vacanze di Natale per leggerlo.

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Pillola: due voci su ruling e regole

Ho ascoltato alcune puntate di ben due podcast. E già questa è una notizia straordinaria.

La coincidenza era ghiotta: sono usciti, a breve distanza, prima un lungo episodio di Voci della Fumeria e poi diversi episodi de La Locanda del Drago Rosso su un tema analogo, cioè le regole del gioco, la “regola zero” e i ruling.

Ecco perché ve li consiglio, e i miei commenti.

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Critica ai troppi critici

In D&D 5e, un 20 naturale sul d20 in un tiro per colpire significa andare a segno in automatico (a prescindere dalla Classe Armatura del difensore) e realizzare un colpo critico. Mentre un 1 naturale al tiro per colpire significa mancare in automatico. Niente di nuovo, giusto? Nessuna sorpresa.

Quello che forse sorprenderà qualcuno, invece, è che queste sono le uniche due norme riguardanti l’1 e il 20. In particolare, che nelle regole standard nei manuali:

  • non esiste il “fallimento critico” (o affini) in caso di 1 naturale;
  • non esiste il concetto di successo automatico col 20, e fallimento automatico con l’1, per le prove di abilità e caratteristica (figuriamoci poi di “critico” per tali prove).

Molti tavoli fanno lo stesso queste cose (come ho appurato con un sondaggio, che vi racconterò). Eppure, c’è un valido motivo (poco considerato) per cui le regole sono così.

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Meglio stoppare, caro Colville (cosa non fare, episodio 2)

Chi non conosce Matt Colville, il celeberrimo sviluppatore e youtuber, che regala consigli ai Diemme di tutto il mondo dal suo canale Running the Game? È molto apprezzato anche in Italia, infatti è stato citato più volte come riferimento da persone che hanno preso parte al mio terzo speciale.

Oggi parliamo di un suo video e di una pericolosa polpetta avvelenata che ci ha infilato dentro. Bentornati a questa serie sui peggiori consigli per i neo-Diemme, una in cui mi faccio un sacco di amici 😅.

Mettetevi comodi, perché sarà un episodio lungo e complesso: avrò bisogno di tutta la vostra attenzione.

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Altre 3 Q&A: trattenere i colpi, verificare il nascondersi, homebrew troppo forte

Proseguiamo la fortunata innovazione di accorpare, a tre a tre, le Q&A più brevi. Ecco quelle di questa volta:

  • In combattimento, i nemici vanno usati alla massima potenza o cercando di non esagerare?
  • Quando ci si nasconde, si può chiedere a un compagno di verificare se si è nascosti bene?
  • Che fare se una classe “casalinga” si rivela “troppo forte” ma il giocatore che la usa si oppone a correggerla?
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In linea di principio: aggiornamento

Mi hanno fatto notare che il mio elenco di princìpi per D&D era troppo prolisso, ed era vero. Nel tempo ho lavorato per limarlo e renderlo più asciutto. Il risultato sono 20 brevi princìpi del giocatore e 30 brevi princìpi del Diemme (più un “principio zero” per tutti). Ecco qua:

Come ho detto altre volte, le mie Tavole sono una semplice descrizione di come mi piace giocare e di come si gioca al mio tavolo. Non sono consigli né istruzioni, perché non è detto che vadano bene per altri tavoli. Non è necessario aderirvi per trarre beneficio dagli altri articoli del mio blog. Semplicemente, più vi aderite e più giochiamo in modo simile.

I dadi non mentono: e tu? (cosa non fare, episodio 1)

Possono accadere cose terribili nel gioco solo perché i dadi vanno di traverso. […] Se tutti i personaggi muoiono la campagna è bella che finita, il che non è piacevole per nessuno. Cosa si fa, a quel punto? Stare a guardare mentre tutti finiscono massacrati, […] oppure alterare il risultato dei dadi cosicché i PG alla fine vincano miracolosamente?

Facile scrivere articoli sui consigli da seguire. Ma che dire, invece, di quelli da non seguire?

In questa nuova serie ne vedremo una carrellata. A cominciare da un grande classico: falsare di nascosto i tiri di dado.

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Tutti per uno, parte 2

Parliamo di prove di gruppo: di quando i PG collaborano in un’azione collettiva, nei giochi simili a D&D basati sul d20. Nella prima parte abbiamo visto come vari regolamenti “ufficiali” hanno trattato la cosa, e le mie perplessità in materia. Abbiamo visto anche il metodo proposto da un grande autore, The Angry GM, e quello che io stesso ho usato fino a poco tempo fa.

In questa seconda e ultima parte voglio presentarvi il mio nuovo metodo, quello che ho adottato di recente e che raccomando caldamente a tutti voi.

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Tutti per uno, parte 1

Le regole sulle prove di gruppo, croce e delizia di molti GdR! Di solito si imposta il regolamento in base all’idea che un solo personaggio effettui un check. Tutto bene finché, a un certo punto, due giocatori propongono che i loro PG si aiutino a vicenda, uniscano le forze o simili. Anch’io, col mio regolamento personale, mi sono trovato in questo ginepraio.

Andiamo a vedere come l’hanno risolto varie edizioni di D&D e affini, un celebre autore di spicco, nonché io stesso… fino a poco tempo fa.

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Uno specchietto sociale (sfide interpersonali, episodio bonus)

Ricordate la mia recente serie sulla gestione delle sfide sociali / interpersonali / di negoziato in D&D e affini? Mi sono accorto che l’articolo in cui è descritto come calcolare la CD della prova è molto lungo e può essere difficile da maneggiare durante il gioco.

Ecco quindi un pratico specchietto riassuntivo. (Chiaramente occorre leggere gli articoli per capirlo davvero.) Cliccate pure sull’immagine se volete ingrandirla.