Se la montagna vuole ucciderti (scenario attivo, parte 2)

Nella prima parte di questa mini-serie abbiamo introdotto lo scenario attivo: una nuova, piccola meccanica con cui ho provato a rivoluzionare gli ostacoli ambientali in D&D e affini. Abbiamo visto il concetto e alcuni punteggi fondamentali.

Proseguiamo con la parte forse più importante: le azioni e reazioni a disposizione del nostro scenario attivo. Inizieremo anche a vedere qualche esempio da un mio playtest… uno in cui, nello spiegare la cosa ai giocatori, ho detto che in pratica la montagna voleva ucciderli.

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Mostruoso, questo ambiente! (scenario attivo, parte 1)

Che differenza c’è tra una montagna e una banda di gnoll?

Sì, lo so che differenza c’è nel mondo di gioco: sono miope (anzi, si dice visiorifrangente! 😉 – questa la capisce solo chi ha Instagram) ma non fino a quel punto. E non sono impazzito.

Parlavo da un altro punto di vista: quello della meccanica, anzi, ancora meglio, del gameplay. È chiaro che anche in tal senso, in D&D, sono molto diversi. Ma se non lo fossero?

È un’idea bellissima con cui mi sono trastullato a lungo. Finalmente l’ho messa in pratica e playtestata. È con orgoglio che vado a presentarvi, in questa nuova serie, il metodo dello scenario attivo, o scenario-mostro!

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C’è di mezzo il mare

Questo è il mio primo post per il Vecchio Carnevale Blogghereccio promosso da OICN, un blog della Vecchia Scuola. Il che mi pone di fronte a una sfida: come renderlo interessante per gli aderenti a quel particolare stile di gioco, pur rimanendo coerente con il credo di questo blog, che è di non propagandare uno stile specifico e di essere utile a qualsiasi Diemme?

Il tema di questo mese di Febbraio è il mare. Un tema immenso, come… beh, come il mare. Ho pensato a lungo a cosa dire, finché ho deciso: parlerò di quando il mare è un elemento occasionale di un’avventura o campagna, ma lo si vuole rendere comunque dinamico e interessante.

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Incontri casuali in viaggio (fatti bene)

Mi ero già imbattuto in precedenza in questa lista di 1d30 incontri casuali nel viaggio via terra di C. Dunwoody su Morrus’ Unofficial Tabletop RPG News. Di recente ho visto che è stata tradotta in italiano su Dragons’ Lair.

Non mi sembra granché. La maggior parte di questi incidenti si riduce, più o meno, a un tiro di dado per evitare una sfiga random. È come avere la strada disseminata di trappole (e non poterle nemmeno disinnescare). Per me, invece, un ostacolo è interessante quando richiede un po’ di inventiva, una scelta da compiere con i suoi pro e contro, del gioco di squadra… insomma, un po’ di contributo attivo dei giocatori, che vada al di là di tirare un dado e annotare dei danni o una condizione.

Certo è che a criticare sono tutti bravi. Sono capace di fare di meglio? Vediamolo insieme.

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