Metagioco vs. Pivvuppì

Per festeggiare una ricorrenza (vedi sotto), oggi un argomento speciale: parlerò di due mostri.

Uno è enorme, di aspetto ripugnante, odiatissimo da tutti. È anche indistruttibile e si rigenera continuamente. Enormi armate si mobilitano ogni giorno per attaccarlo, senza però riuscire a sconfiggerlo.

L’altro è astuto, subdolo e ammaliatore. Il suo aspetto è seducente e non lascia trasparire la sua pericolosità. Tutti, prima o poi, cadono preda delle sue tentazioni. E ben pochi, anche dopo che è avvenuto, lo riconoscono per quello che è: il burattinaio che tiene le redini del primo mostro e lo induce a provocare distruzione.

Stiamo parlando del Metagioco e del Pivuppì.

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Q&A: come corrompere i PG (domanda di Fivefox)

Chi di noi (Diemme) non ha mai sognato di trasformare i suoi PG, o almeno uno di loro, nel supercattivo finale della campagna o qualcosa di simile?

Ricordo un giocatore che dopo poche avventure dovette abbandonare la mia prima campagna. Il suo PG era un eroico paladino. Mi presi lo sfizio di farlo ricomparire come nemico, trasformato in guardia nera. I giocatori ne furono così entusiasti che continuai a farlo tornare più e più volte (come fantasma, poi tornato in vita, poi addirittura assurto a semidio). E da allora “riciclare” in questo modo gli ex-PG di chi lascia le mie campagne è divenuta una delle mie cifre stilistiche da Diemme.

Ma lì si parlava di un ex, di un PG diventato a tutti gli effetti PNG. Un utente di Dragons’ Lair, invece, vorrebbe spingersi oltre e usare in questo modo un PG ancora “attivo”. Una domanda interessante che ci porta ad esplorare varie cose, tra cui l’opportunità e il funzionamento di una meccanica della corruzione in D&D. E, per la serie “a volte ritornano”, a riparlare di agency.

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Digressione: la testa del PG è sacra

Due PG discutono: non sono d’accordo su un piano di attacco, ognuno cerca di convincere l’altro. Qualcuno propone di risolvere la cosa con una prova contrapposta di Carisma o Diplomazia o simili. Sarebbe una buona idea?

I personaggi sono in una situazione di estremo pericolo. Il Diemme pensa di far fare loro una prova, o un tiro salvezza, per vedere se hanno sufficiente coraggio o se rimangono pietrificati dalla paura. Fa bene?

Più in generale: una meccanica di gioco che induca i giocatori a “ruolare” i personaggi in una certa direzione, indirizzando la loro interpretazione, eventualmente rendendo le loro decisioni e il loro comportamento conseguenza di quella meccanica, è una buona cosa in D&D?

Si tratta di un argomento molto sensibile e controverso, quasi filosofico, che richiede molto tempo. Esploriamolo insieme.

(Ok, spoiler delle risposte: 1. No. 2. No. 3. No.)

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Q&A: una rissa (tra giocatori) per una rissa (domanda di Leonardo)

Questa domanda, con relativa risposta, è arrivata su Dungeons And Dragons ITA a fine Marzo 2020 (quando questo blog ancora non esisteva…), per cui la riposto adesso. Naturalmente ci furono diverse risposte anche più autorevoli della mia, ma riporto solo la mia per ragioni di narcisis… ehm… privacy.

In breve: quanto spesso capita che dei giocatori litighino tra loro per qualcosa che hanno fatto i loro personaggi? O che un PG voglia fare qualcosa che va contro l’interesse del gruppo? O, più in generale, il buon vecchio player versus player? E come si possono gestire queste situazioni?

Per una volta, la risposta riguarda sia i giocatori che i Diemme. Più i giocatori, in realtà.

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