Avviso

I due post sul tema “fail forward” (di seguito i link) sono stati riveduti e corretti in seguito a una proficua discussione con Gente di Ruolo, che seguo su Instagram è che è stato molto gentile a commentare.

Ricordatelo anche voi: i vostri commenti, anche se sono critiche, sono benvenuti! 🙂

In questi giorni sono sommerso di lavoro per la preparazione di ben due campagne quindi è possibile che i post vadano a rilento nelle prossime settimane.

Saluti!

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Sì, ma il simmà? (il grande equivoco del fallimento in avanti, episodio 2)

Questa è la seconda e ultima parte di una lunga digressione sulla risoluzione delle azioni, specialmente fuori dal combattimento.

Nella prima parte ho presentato una serie di spunti di riflessione e soprattutto molti esempi, che userò come riferimento anche qui. Inoltre ho chiarito qual è il significato del tiro di dado in D&D e su cosa dovrebbe impattare. Vi consiglio di rileggerla perché farò molti riferimenti a queste cose!

Eccoci al cuore del discorso. Affronterò l’annoso tema del “sì, ma…” o fallimento in avanti, e della sua applicazione a D&D. E poi presenterò un breve vademecum di 7 princìpi che, se rispettati, permettono a ogni Diemme di arbitrare la risoluzione delle azioni nel modo giusto senza bisogno di orpelli filosofico-narrativi del genere. Che sono, come ho detto la volta scorsa, pubblicità ingannevole.

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Arbitrare senza fallire (il grande equivoco del fallimento in avanti, episodio 1)

È notte fonda e il PG ladro di Mino mira a intrufolarsi in un deposito cittadino. La porta è chiusa a chiave, e il Diemme chiede una prova di Scassinare. Mino annuncia il risultato: più basso della CD. Ma il Diemme non vuole che il gioco si fermi. “La serratura si apre” annuncia, quindi “ma una pattuglia di guardie gira l’angolo proprio nello stesso momento! Che fai?”.

Insomma, il Diemme ha avuto la bella pensata di sostituire l’insuccesso con un “successo con complicazione”. Qualcuno lo chiama “fallimento in avanti” (fail forward in gergo). Qualcun altro lo chiama approccio “sì, ma…” (yes, but…). E qualcuno sicuramente mi correggerà dicendo che sono tre cose diverse, ognuna con la sua definizione contorta 😉.

Ma non siamo qui a discutere di terminologia, giusto? Questo blog contiene consigli pratici. Quindi vediamo, all’atto pratico, come si affronta nel modo migliore la risoluzione delle azioni fuori dal combattimento mediante prove di abilità / caratteristica.

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