D&D

Ovvero Dungeons & Dragons.

Un classico gioco di ruolo in cui i personaggi sono avventurieri in un mondo fantasy.

Per me, e per questo blog, contano a tutti gli effetti come D&D (e sono compresi nel termine D&D): tutte le edizioni di Dungeon & Dragons, tutte le edizioni di Pathfinder, tutti i derivati del d20 system (purché almeno vagamente fantasy; sì, inclusa roba come True20 o Mutants and Masterminds), i vari “retrocloni” delle vecchie edizioni di D&D (es. Old School Essentials), e i vari GdR moderni di avventura che derivano dalla tradizione di D&D, pur innovandola (Lamentations of the Flame Princess, Into the Odd, Cairn, Whitehack…).

Mi rendo conto che l’ampiezza di questa definizione può spiazzare qualcuno. La ragione, per me molto solida, è che quei giochi condividono una cultura comune e una base strutturale comune.

Vedi anche la pagina Il “mio” D&D se vuoi approfondire lo specifico modo di concepire / usare il gioco a cui i miei consigli si rivolgono.

Nota a margine: sì, conta ancora come D&D anche se cambi qualche regola (che Pelor mi perdoni, io al mio tavolo ormai le ho cambiate quasi tutte 😁!). A chi dice “eh, ma se cambi qualcosa non stai più giocando allo stesso gioco, non lo puoi chiamare D&D” rispondo “allora D&D non esiste”, perché suvvia, a parte forse ai tavoli delle convention ufficiali, chi non ha mai cambiato una regola? Mi rendo conto che così mi espongo alla domanda: “eh, ma allora come lo definisci cosa è D&D e cosa no, dove tiri la riga?”. Prima o poi conto di rispondere anche a questo (perché una riga c’è), ma di base: chi se ne importa? Pensi di giocare a D&D o a qualcosa che gli somiglia? Ti piace D&D o qualcosa che gli somiglia? Sei il benvenuto su questo blog. Leggilo, e vedi se i miei consigli possono esserti utili. Lascia le disquisizioni terminologiche a chi ha più tempo da perdere.