Un Melan al giorno… (crea il tuo dungeon, episodio bonus)

Nella sua bellissima serie “Jaquaying the DungeonThe Alexandrian (vedi letture consigliate) usa un simpatico grafico che chiama Melan diagram, diagramma di Melan. Dovrebbe rappresentare la complessità e non-linearità di un dungeon. Lo fa risalire a questo post dell’utente Melan su ENWorld. Ora, io quel post lo avevo letto ma ci avevo capito veramente poco. Così, pur apprezzando il contenuto di quella serie di The Alexandrian, ero sempre rimasto un po’ perplesso davanti alle figure, senza comprenderle a fondo.

Per fortuna, pochi mesi fa, è uscita questa appendice in cui The Alexandrian spiega come caspita funziona quel diagramma. Finalmente! È stata anche prontamente tradotta in italiano su Dragons’ Lair, come il resto della serie.

La tentazione di divertirmi ad applicare il Melan diagram ai miei dungeon era troppo forte. Vi va di vedere il risultato?

Bignamino preliminare

Non starò a spiegare in dettaglio il funzionamento del diagramma di Melan: sarebbe inutile, lo trovate nei link che vi ho messo sopra. Vi consiglio davvero di darci un’occhiata, prima di proseguire.

Però lo so che oggidì siamo tutti impegnati, andiamo di fretta, abbiamo una soglia dell’attenzione da pesce rosso. Quindi sarò magnanimo e vi farò un riassuntino ridotto all’osso, quel tanto che basta per capire il seguito di questo articolo. D’accordo?

  • Ogni linea rappresenta un percorso. La forma e la direzione della linea non contano: non riproducono quelle del percorso reale, anzi, si cerca di renderle il più dritte possibile, per semplificare.
  • I percorsi ciechi che “durano” una sola stanza / un solo punto di interesse sono eliminati (non vengono rappresentati affatto).
  • Un tratteggio indica la presenza di un passaggio segreto.
  • Due linee che terminano con due “piatti paralleli” affacciati uno sull’altro (una specie di condensatore, se avete studiato qualcosa di circuiti elettrici 😁) indicano un cambio di livello (una scala, un ascensore, un teletrasporto, roba così).

Dopodiché si guarda il diagramma che ne viene fuori, e più è ricco di loop (anelli chiusi), ramificazioni e percorsi alternativi e più siamo contenti perché il nostro dungeon è complesso e interessante. (Poi non è per forza così, eh, ma diciamo che è spesso un buon inizio.)

Come specificato da The Alexandrian stesso, il diagramma è uno strumento di analisi, non di progettazione: serve a “valutare” un dungeon ex post, non a disegnarlo da zero.

La miniera dei coboldi

Vi ricordate il dungeon di cui abbiamo parlato nell’articolo E infine giunse la mappa? Lo trovate anche, bello grande, in: Arte a caso: dungeon 2020 (e riprodotto in modo splendidamente artistico in Arte a caso: finalmente una mappa bella!). Qui vi metto una miniatura per ragioni di spazio.

Se non ho pasticciato qualcosa (ma è del tutto possibile: sono aperto a correzioni) ecco il suo diagramma di Melan:

Nel suo piccolo si direbbe, modestamente, un ottimo dungeon come struttura, nel senso che è molto non lineare, ricco di loop e di scelte. Unica pecca, forse, avere un solo punto di ingresso, ma quello era proprio necessario.

Le catacombe mortali

Per non titillare troppo la mia autostima vediamo anche un esempio negativo: la struttura davvero linearissima in un altro mio dungeon, più vecchiotto. Lo trovate in: Arte a caso: dungeon 2014.

Intendiamoci, non è che ci volesse Melan per vedere che è molto lineare, eh: si vede a occhio. Ad ogni modo, ecco il suo diagramma:

Il castello delle illusioni

Come caso “intermedio” voglio presentarvi quest’altro dungeon in anteprima (lo troverete più “in grande” nel post Arte a caso: dungeon 2017). È un grosso dungeon a cui sono particolarmente affezionato e di cui mi piacerebbe dare una descrizione dettagliata, in futuro.

Per adesso, però, mi limiterò al suo diagramma di Melan. Ci sono due possibili entrate e tre livelli, più una certa abbondanza di passaggi segreti. La struttura, nel suo complesso, è povera di loop ma abbastanza ramificata.

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