Q&A: collegare i PG alla campagna (domanda di Rob)

Vogliamo cominciare una campagna. Abbiamo una bella idea di storia in testa. E abbiamo i personaggi fatti dai giocatori… che magari ci azzeccano pochissimo sia tra loro che con la storia. Come li facciamo ingranare?

Quanti Diemme, specialmente neo-Diemme, si sono trovati alle prese con questo dilemma? Anche a me è capitato (eccome!) agli inizi della mia carriera. Poi ho capito una cosa, qualcosa che nessun manuale vi spiega ma renderà tutto mille volte più semplice. Vediamo insieme di che si tratta grazie alla domanda di un utente sul gruppo Telegram DungeonsAndDragonsITA.

Scrive Rob:

Devo iniziare una campagna come master. Come snodo principale della trama volevo mettere una setta che vuole liberare un essere ultraterreno imprigionato, e mi tornerebbe bene rendere quell’essere il patrono del PG warlock, ignaro della sua vera natura.

Vorrei sapere, però, come motivare il personaggio: se la setta gli dicesse “hey ciao, possiamo usarti per liberare il tuo patrono che distruggerà tutto?” non reagirebbe bene. Possono sempre catturare i PG e usare le maniere forti, ma preferirei evitarlo come primo approccio.

E poi non so come coinvolgere gli altri due PG del gruppo. Devo ancora capire se è un gruppo buono o malvagio.

Per ora ho solo un abbozzo di mondo e storie dei PG, sto lavorando su questo.


Caro Rob,

sui dettagli specifici della storia non posso aiutarti, è la tua storia. 🙂 Posso solo invitarti a leggere, se hai tempo, la mia serie di articoli su come si progettano avventure e campagne: una guida pratica che potrebbe tornarti utile.

C’è, però, una cosa importante che posso dirti, ed è di carattere generale, così generale che potrebbe interessare tutti i lettori del mio blog (anche se per chi mi segue assiduamente non suonerà troppo nuova).

Spesso è usanza che i giocatori si creino i personaggi in maniera del tutto indipendente l’uno dall’altro, e indipendente dalla storia della campagna, e poi sia considerato compito del Diemme studiarsi la descrizione e il background di ognuno di essi e trovare un modo per farli combaciare tutti, orientandoli in una direzione comune che sarà poi la storia della campagna.

Mi sembra, da quello che scrivi, che questo sia il tuo caso. Non saresti l’unico, l’ho fatto anch’io in passato. Ma è un approccio molto inefficiente che ora tendo a sconsigliare.

Funziona molto meglio se si chiede ai giocatori di creare non personaggi indipendenti, bensì un gruppo che ha già una valida ragione per essere tale, cioè per andare all’avventura insieme. E la miglior valida ragione è un obiettivo comune.

Ci sono due modi di sceglierlo (vedi anche Ferrovie e scatole di sabbia):

  • o lo sceglie il Diemme e lo propone ai giocatori prima che si facciano i PG, chiedendo poi loro di fare personaggi adeguatamente motivati a raggiugerlo (mi pare che si adatti meglio al tuo caso),
  • o lo scelgono i giocatori, nel qual caso dovrebbero concordarlo e comunicarlo al Diemme prima che crei la campagna.

In altre parole:

Opzione A: il Diemme va dai giocatori e dice “ragazzi, vorrei fare una campagna in cui lo scopo del gruppo è distruggere l’Anello del Potere”; i giocatori creano PG motivati (ognuno a modo suo, anche con motivazioni diverse) a distruggere l’Anello del Potere; intanto il DM crea la campagna in modo che quello sia l’obiettivo, e può concentrarsi sulla storia senza aspettare i PG.

Opzione B: il DM va dai giocatori e dice “ragazzi, vorrei fare una campagna di D&D in un’ambientazione così e così, create per favore un gruppo e ditemi quale scopo o motivo vi spinge ad andare all’avventura insieme”; i giocatori creano i PG, parlano tra loro e decidono che saranno intenzionati a fondare un loro reame in una terra selvaggia, portandoci la civiltà; lo dicono al Diemme, e il Diemme crea la campagna basandosi su questa motivazione.

In entrambi i casi, il Diemme non dovrà “ammattire” per motivare i PG e “tenerli insieme”, perché sono già motivati e hanno già un obiettivo chiaro su cui tutti al tavolo concordano.

Questo non significa dover “spolierare” eventuali “colpi di scena” come l’entità ultraterrena imprigionata e la setta che vuole liberarla. Quello potrai inserirlo sia nell’opzione A che nell’opzione B, senza dirlo prima ai giocatori. Si tratterà solo di strutturare la storia in modo che quel “colpo di scena” (e gli sviluppi necessari a introdurlo) sia “sulla strada” dei PG verso il loro obiettivo nominale dichiarato.

So che nel tuo caso i PG sono già stati creati, ma non è troppo tardi per rimediare. Prova a parlare con i giocatori chiedendo innanzitutto se preferiscono una campagna in cui c’è un obiettivo proposto da te, o preferiscono concordarne uno.

Nel primo caso inventa l’obiettivo comune, descrivilo e chiedi a ognuno di loro di dirti perché il loro personaggio è interessato. Se non trovano una motivazione valida, lasciali liberi di ripensare il background e carattere del personaggio per adattarlo meglio.

Nel secondo caso, falli discutere tra loro e aspetta che ti dicano lo scopo collettivo del gruppo. A quel punto dovrai progettare la campagna basandoti su quell’unico fattore motivazionale anziché su tre diversi, sarà più facile.

Fammi sapere come va!

P.S.: potrebbe tornarti utile anche la mia guida alla scrittura del background, nella versione per giocatori e nella versione per Diemme.

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